Ovviamente per rendere la cosa interessante bisogna leggere l’articolo come un trailer cinematografico.

Speciale cinema

Nella vita di tutti i giorni si nAscoNdonO intrighi non osservabili da tutti, la paura sarà la vostra sola sicurezza…

UNA STORIA RACCONTATA DA UN MUTO…

UN RACCONTO TRASCRITTO IN ITALIano DA UNO CHE NON LO SAPEVA PARLARE…

Più RACCAPRICCIANTE DI YOGHI E BUBU…

Più TERRIFICANTE DEI TELETUBBIES…

Più RIBUTTANTE DELLE FANTASIE EROTICHE DI UNO STRUZZO PAZZO…

Più MACABRO DI BRONTOLO…

Più SANGUINOSO DELLA GUERRA DEL BISCOTTINO…

Più MALVAGIO DELL’ORSETTO POOH…

TRATTO DALL’OMONIMO CAPOLAVORO DI UN DOTTO CONTADINO CON L’HOBBY DEI RUTTI

Dal regista di “Torna in CataLessy”…

CON UN FORMIDABILE  ZIRLO ZACCHERUDDU…

CON LA PARTECIPAZIONE DI KACAPOKO KIFAPOCOMOTO…

E IL DEBUTTO SUL GRANDE SCHERMO DEL MAESTRO ingegner POMPA MARIA…

Vincitore del cammello ricchione al rinomato festival di Poggibonsi…

TONINO IL PARRUCCHIERE;

GINO MAMMINO;

FELICE DELLA MORTE;

PINCO PALLINO;

BRITNEY VERRASTRO…

IN:

“IL SECONDO SECONDINO”

solo nei migliori cinema…

ANO MEA LUx

 


Qualcuno che ci sconvolgesse

 

Ci vorrebbe qualcuno che ci sconvolgesse. Gesù o Stargirl, per chi ha letto il libro. Qualcuno che non rientrasse nei nostri schemi. Qualcuno che durante la ricreazione suonasse l’oboe nei corridoi. Qualcuno che all’uscita ballasse sotto la pioggia. Qualche ragazza che si mettesse cravatta e bombetta. Qualcuno che volesse bene a tutti, incondizionatamente. Qualcuno che amasse la scuola alla follia. Qualcuno che ci svegliasse dal nostro torpore, che ci ricordasse che l’unione fa la forza, ma che la diversità all’interno dell’unione è una gran bella cosa. Qualcuno che spronasse la nostra fantasia, la nostra originalità, la nostra pazzia. Che ognuno faccia qualcosa di stravagante e fuori dalla moda, e non se ne vergogni. Createla voi la moda, e seguitela solo voi.

R.G.


Le domande a cui non daremo mai risposta:

 

La redazione, in un momento di straordinaria isteria disorganizzativa, premuta da un instabile bisogno di misantropa incongruenza, sempre più macchiata dal pesante esaurimento di turpiloqui disgongiunzionali, è andata alla ricerca (indiscutibilmente inutile) di quelle importantissime domande nonché questioni che l’uomo, nei secoli dei secoli, invano si è posto, senza trovare mai risposta; problemi inerenti somme, prodotti, conti,marchesi, proprietà chimiche, proprietà fisiche, proprietà private, comporta-menti, comporta-fronti, e anche qualcosa inerente il naso e gli occhi… a partire dal tempo della pietra, al tempo dei re, dal tempo della modernità,al tempo dei pinguini volanti, dal tempo dei frigoriferi al saldo, al tempo dei giornalini incensurati, dal tempo dei pirla, al tempo di finirla!  Ma ecco le fatidiche domande:

 

·          Perché “separato” si scrive tutto insieme quando “tutto insieme” si scrive separato?

·          Perché “abbreviazione” è una parola così lunga?

·          Perché i Kamikaze portano un casco?

·          Perché sterilizzare un ago se presto dovrai usarlo per l’iniezione fatale ad un condannato a morte?

·          Perché i virus, che non hanno sesso, ci fottono così spesso?

·          Perché non c’è un cibo per gatti al gusto di topo?

·          Perché gli aeroplani non vengono fatti con lo stesso materiale delle loro “scatole nere”?

·          Adamo aveva un ombelico?

·          Come si fa a sapere se una parola sul dizionario è scritta sbagliata?

·          Qual è il sinonimo di “sinonimo”?

·          In caso di guerra nucleare, l’elettromagnetismo prodotto dalle bombe termonucleari a reazione da milioni di megatoni potrebbe rovinare il nastro delle mie cassette video?

·          Voglio comprare un boomerang nuovo, come faccio a sbarazzarmi del vecchio?

·          Di che colore diventa il camaleonte quando si guarda nel ghiaccio?

·          In un’automobile e in una moto, l’aria all’interno dei pneumatici gira anch’essa?

·          Se un gatto cade sempre dritto sulle proprie zampe, e una tartina con la nutella cade sempre dalla parte della nutella, cosa succede quando incollo una tartina con la nutella sulla schiena di un gatto e lo lancio dalla finestra?

·          Se superman era così furbo perché portava le mutande sopra i pantaloni? (citatio)

Ma soprattutto…

·          PERCHE’ LA BIDELLA SPUTAFUOCO IN PANTOFOLE E’ SEMPRE INCACCHIATA?!?!?!?!

Chiunque sia succube di quesiti e/o postulati a cui non riesce ancora a porre risposta (intelligente o meno che sia), e perde le notti ed i giorni a spremersi il cervello alla ricerca di soluzioni strane e assurde, può trovare conforto nel giornalino inviandoci i suoi dilemmi… un gruppo di scimmie bioniche li  analizzerà accuratamente e ipotizzerà di sicuro la risposta più adatta.

Sacha “Idiozia” Biazzo ed Emiliano “Minchioman” Pucciare

Articolo

 

Avete mai notato quanto le ragazze, alle superiori, siano capaci di manovrare il povero ragazzo ingenuo?!

Mi riferisco proprio a voi “maschi”, ma che dico maschi, “ragazzi”, ma che dico ragazzi, “uomini”, ma che dico… stronzate?

Scherzi a parte, non so se avete mai notato come le ragazze ci manipolino: il povero ragazzo della giungla liceale è al suo primo giorno di scuola ed è tranquillo, a parte la preoccupazione per il docente, per i nuovi compagni di scuola e di classe, per il famoso “lellus predatore”, che è un agguato, dietro le porte del bagno, nei cespugli dell’atrio scolastico, sotto la cattedra… quel poverino non sa che c’è qualcuno di molto più pericoloso:  “La Ragazza”, la povera preda viene scelta accuratamente, la loro arma può essere la parola o lo sguardo, in qualunque modo essa attacchi, l’epilogo è il medesimo: la vittima sente come una scintilla, trafigge il cervello, bloccando ogni  pensiero, poi scende per la gola, bloccando le ghiandole salivari, in seguito arriva allo stomaco (la parte più brutta), si incominciano a sentire fitte tremende, pari a dolori mestruali ( o almeno credo…).

Tutto questo mi ha fatto riflettere (eureka): le ragazze, nell’età compresa tra i 15 e i 19 anni, sono in grado di distorcere la mente dei ragazzi di età compresa tra i 14 ai 20 anni, quindi, sono streghe, anche se a qualcuno piace pensarle come fate…

Bonzo V-B …Ad una strega, un po’ fata

La moda di pensare e di vestire: TENDENZE XVERSE

 

Scuola: un pantalone a vita bassa, un rasta ben in vista, una sfilata sculettando per i corridoi, e poi…? Tutto può fare moda, purché sia indossato dai soliti

fighi della scuola! Tendenze perverse e sinistre si aggirano minacciose per i nostri corridoi, presenze oscure, marchiate dalla prima doppia punta all’ultima unghia ingiallita del piede, fluttuano “leggere” (ovvero insignificanti) fra noi, con la speranza di trovare qualche pecorella/o che li noti. Ragazzi/e abbagliati dalla luce artificiale che questi idoli emanano… Ma come è possibile che ci si lasci accecare da tutta questa apparenza  senza badare a ciò che in realtà dovrebbe essere considerato più importante (lasciamo intendere…)?  Com’è possibile?

D&G, Calvin Klein, Levi’s, Prada, tutta forma, e la sostanza?

Cazzo, basta, è ora di voltare pagina, è logico che in una scuola ci siano dei “fighi”, d'altronde (siamo le prime a dirlo) fa piacere a tutti; ma questi non devono diventare stereotipi!

Giovanna e Francesca

 


BEYOURSELF

Quante volte ti è successo di guardarti allo specchio e di non riconoscere nella tua immagine quello che sei veramente?

Quante volte ti è successo di cercare disperatamente qualcosa che ti renda diverso da tutti gli altri, qualcosa che hai solo tu (a parte ovviamente le impronte digitali ed il DNA)? Quante volte ti sei sentito diverso da tutti gli altri (ma per evitare ogni moda sei finito con l’essere uguale a tutti gli altri)? Se questo ti è successo almeno una volta allora io ti dico di cercare ciò che veramente ti rende speciale, unico ed inimitabile, e  di essere davvero diverso da tutti, al di fuori da ogni moda, al di fuori di ogni normalità, sii te stesso e trova negli altri la diversità che serve a completarti, non il modello da imitare…    Buona fortuna…

MONDO CHE VORREMMO

Ore 7: 10

Papà: Figlio vuoi andare oggi a scuola?

Figlio: hem… hem… si dai oggi vado sennò poi la prof di greco si incazza perché mi deve interrogà! Ah… papà?!

Papà: Dimmi…

Figlio: Però posso entrà a seconda ora che così vado a piglià un po’ di fumo?

Papa: Ok, ma ricordati che, ora che vai a comprare il fumo, ti devi far fare la fattura così poi la scarichiamo dalle tasse!

Figlio: Si pà ok… tranquillo!

Ore10: 05

Alunno: Professoressa, posso andare a chiecarmi un truzzo nel cesso? ho svoltato a posta stamattina!

Prof: E dai vai… però sbrigati che devo spiegare!

Alunno: Si si… faccio in un baleno.

Ore 14: 00 (a casa)

Papà: We tutto a posto a scuola?

Figlio: Ah… chiu o meno! Ho preso 3 in latino e 2 in fisica, mannaggia [imprecazione censurata]!!!

Papà: Ah… vabbè… c’è il secondo quadrimestre per recuperare, poi se non ci riesci… beh pazienza… ah comunque… che macchina vuoi per i tuoi 18 anni? Io avevo pensato ad una bella porche! Che ne dici?

Figlio: Beh… si… alla fine penso sia la macchina giusta per i primi tempi!

Ore 16.30 (sempre a casa)

Foglio: Senti pà… io dovrei studiare, ma… vogliamo farci una bella bomba assieme?!

Papà: Ma porca [imprecazione censurata] !!! Ancora insisti con questo “Studiare” “Studiare” e  “Studiare”, ma certo che andiamo a fumare assieme, dai sbrigati!

Figlio:

Papà: Ah… a proposito… la chiudi tu o io?

Figlio: Io, io! Però pà, mi devi fare un filtro!

Papà: Ok, per farlo però prendo la copertina del quaderno di greco…

Figlio: Si dai è uguale!

Ore 20: 30

Figlio: Pà io vado a ballare a Roma stasera, torno domani pomeriggio tanto a scuola domani tengo poco e niente…

Papà: Si si tranquillo vai… Aspetta però, ti devo dare una cosa di soldi! Vediamo…. Vanno bene 300?!?

Figlio: Beh… in effetti sono un po’ pochi, ma… si possono andare bene!

 

Ragazzi, non so se un giorno sarà possibile una cosa del genere, però io, e sono pronto a scommettere anche su qualcun’atro, ci sperò! Secondo voi faccio bene a sperare??

BAKO 27


Editoriale

Di Emiliano Pucciarelli

Una folla, o meglio, un gran numero di persone, per andare in strada a protestare e manifestare, ha bisogno di un paio di cose: prima di tutto di una strada su cui scendere,poi di pennarelli per creare gli striscioni, di pile da mettere nei megafoni, di persone che reggono il tamburo a Leonardo mentre suona, di apribottiglie per aprire le bottiglie,di qualche permesso,di qualche slogan, di un paio di sbirri e un bel sole caldo… ma più di ogni altra cosa, una folla, o meglio un gran numero di persone, ha bisogno (per manifestare) di “ragione”. Sabato 19/11 penso che quella folla, o meglio gran numero di persone, una ragione per manifestare l’avesse, ed anche valida… più che una ragione, aveva un messaggio da far ascoltare, e personalmente credo che ci sia riuscita, anche troppo bene, a farlo ascoltare… ma non siamo qui per parlare della manifestazione che sappiamo tutti com’è andata (o almeno lo sa chi c’èra), quello su cui invece volevo (e mi hanno fatto) riflettere un po’ e che, cosa strana, a quella manifestazione il Ginnasio e Liceo Classico Quinto Orazio Flacco (che non è un omonimo, bensì è proprio il nostro) era presente in massa, e non solo… eravamo la scuola con più suoi alunni partecipanti, E NON SOLO… eravamo anche quelli che avevano portato i tamburi e le percussioni, eravamo quelli che gestivano la carovana, eravamo quelli che si portavano dietro la bara dei mafiosi, eravamo quelli che avevano creato e cantato gli slogan, eravamo quelli che insomma hanno fatto più casino… Proprio noi, i “grecisti”, i “secchioni”, i “lellisti”, dispensiamo lezioni di protesta a tutto il capoluogo…e non eravamo neanche tutti, dato che molti sono entrati a scuola, e non voglio biasimare nessuno, sia perché non ne ho diritto e sia perché probabilmente avevano qualcos’altro da fare, piuttosto potrei soffermarmi su quelli che non sono venuti né a scuola, né alla manifestazione, perché penso sia ridicolo non condividere un ideale come quello anti-mafioso, comunque non ho lo spazio ora(e neanche la voglia) di biasimare , piuttosto mi congratulo con voi ragazzi, e sono sicuro che anche le prossime iniziative alle quali la nostra scuola aderirà saranno svolte, da noi tutti, con merito e   stile. Per il resto vi lascio agli articoli scritti sul giornalino con tema “la moda ed i comportamenti”, e vi lascio alla solita frase d’effetto, perché è proprio vero, il popolo è un grande selvaggio nel seno della società…


Eastpack e Converse

 

Osservate la mandria di persone vicino Peke la mattina.

Il nostro liceo annovera una colorata varietà di studenti, ognuno dei quali si affanna a mostrare la propria originalità, creatività, intelligenza ed irripetibilità. Insomma, soprattutto i più giovani tremano al pensiero di essere considerati banali, normali. Vogliono dimostrare di avere personalità e di non essere un mucchio di oche e paperi. Poi mi giro intorno e vedo converse, converse, converse… eastpack, eastpack, eastpack… allora mi rendo conto che queste originalità e personalità sono finite tutte dietro alla stessa marca, alla stessa pubblicità, alla stessa moda tanto figa che uccide l’individualità. E’ possibile che tutta quella gente a cui vanno strette le milioni di etichette di questa nostra società, quella gente che vuole essere libera, si riduca ad omologarsi sotto la stessa marca? C’è di più, è proprio quella gente a cui il mondo sembra troppo sporco che veste eastpack e converse, senza informarsi, senza sapere che sono due multinazionali (la converse è stata addirittura comprata dalla Nike) che calpestano giorno per giorno la dignità umana e i diritti

fondamentali. E’ ora di abbandonare il nostro modo di essere acritici consumatori robotizzati e di riprenderci la nostra identità di giovani studenti pensanti! Smettiamo di comprare eastpack e converse e le marche delle multinazionali. I diritti umani valgono di più di uno zainetto firmato, l’uomo più dei soldi, ed informiamoci, perché essere ignoranti non è una colpa, rimanerci si!

Ecco cosa combina nel mondo la Nike:

 

voce

importo

percentuale

MATERIALE

$ 4,7

4%

MANODOPERA

$ 1,3

1%

PROFITTI ALL’INGROSSO

$ 62

49%

PROFITTI AL DETTAGLIO

$ 59

46%

PREZZO AL PUBBLICO

REGIMI OPPRESSIVI: tutte le scarpe Nike sono prodotte in Asia, in particolare in Indonesia, Cina, Thailandia, Taiwan, Corea del Sud, Vietnam.

RELAZIONI SINDACALI: in Indonesia i

$ 125

 

 

 

 

sindacati liberi sono illegali e vengono repressi dall’esercito, i dirigenti sindacali sono licenziati, imprigionati, torturati ed anche uccisi.

SALARI E CONDIZIONI DI LAVORO: i lavoratori della Nike ricevono un salario da fame, inferiore al salario minimo stabilito dalla legge indonesiana. Lavorano esposti ai vapori delle colle, ai solventi, alle vernici, per 12 ore al giorno.

COMMERCIALIZZAZIONE IRRESPONSABILE: la Nike spende circa 180 milioni di $ l’anno in pubblicità, quando sarebbe sufficiente l’1% di questo bilancio per migliorare le condizioni di 15.000 lavoratori indonesiani.

Vittoria Rinaldi II-C

100%