Home page

Intro

- Pronto?!

- Ehi Sa… che cazzo fai?

- No veramente sono la mamma, aspetta che te lo passo…

- …

- Chi è?

- Ehi Sa… so Ettore…

- Chi?!

- Ettore!

- Chi?!?!?!?

- Sa… ti volevo parlare dell’assemblea…

- ..Sei su una nave che affonda e puoi salvare solo una persona, chi salvi, tuo padre o una puttana?

- Ma che ne so?! … mio padre…

- E perché lasci tua madre?

- Fanculo Sa! Comunque, l’assemblea?

- Chi?

-Non fare l’idiota… bisogna dire che non è andata tanto male…

-Si… siamo solo stati ridicoli.. a me ed Emiliano ci hanno chiamati coglioni, e hanno pure detto che sul giornalino ci sono solo scritte cazzate!

- “sembravamo” coglioni, ma predicavamo “altezza morale”… comunque all’assemblea c’erano i soliti 4 gatti. All’inizio c’erano 250 persone… gli altri 650 erano in via pretoria… Poi anche quei 250 se ne sono andati via…

-Già… Poi se il preside ci da le assemblee da 2-3 ore che esaurite ci obbligano a tornare in classe, li vedi che bestemmiano, incazzati neri e con le palle frullate…

-Sai, non riesco a capire perché non vengano… all’assemblea si possono fare tante cose: conoscere gnocche, sentire Emiliano che dice “Aug!” …ehm… poi… conoscere altre gnocche, guardare il sedere della ragazza che ti sta seduta davanti…

- Detta così sembra un film porno…

- No, per essere un film porno bisognerebbe […]

Il resto della conversazione è stato  censurato dalla redazione     


Gustatevi nel dettaglio questo discorso intellettuale sulla teologia basata sulla morfologica assimilazione del medesimo polare ionico del potere temporale affidatomi dalla chiesa vi dichiaro marito e moglie.

 

ANCHE DIO FA LE PUZZETTE

Anche Dio fa le puzzette,

QuANdO dopo due ore di biologia

ti rendi conto di soffiare sul monitor del computer

e di compiacerti dall’effetto ottenuto.

Anche Dio fa le puzzette,

QuANdO il giorno dopo, al momento dell’interrogazione

Tocchi ferro e palle

e ti offri di toccare le palle anche al tuo compAgNO di bANcO.

Anche Dio fa le puzzette,

QuANdO all’ultima ora AndandO al bAgNO,

trovi sexy la bidella mezza pelata che ti urla in ciabatte.

Anche Dio fa le puzzette,

QuANdO la prof. ti chiede cosa sia “l’anemia falciforme”

e tu sei convinto che sia un torta.

Anche dio fa le puzzette,

QuANdO durante la spiegazione di arte,

l’unica cosa cui riesci a pensare è “ciambelle”.

 

Dio fa delle grandi puzzette,

QuANdO sei distratto e ti riprendi alle parole:

“E questo è quello che voglio sapere domANI”.

Da “ il cantico dell’ANO” 1973 - Ragionier Filini.                                     .  ANO MEA LUX  .


La manifestazione e l’autogestione dal ’68 ad oggi

 

Alzi la mano chi, almeno per una volta nella sua vita, non abbia desiderato vivere nel ’68. Beatles e Bob Dylan, occupazione delle scuole, grandi manifestazini inneggianti a Marx, Lenin e Mao Tse-Tung, la sensazione di stare cambiando il mondo, perché, per dirlo alla Verdone; siamo ‘ggiovani.

Ma non siamo nati nel ’68. Eppure, ancora oggi, ci affanniamo nell’esprimere il nostro “disagio” (è ancora la parola adatta per esprimere quel che sentiamo?) usando i vecchi mezzi:

La manifestazione e forse, prossimamente sui nostri schermi, l’autogestione.

Manifestare uguale girare per la città con simpatici cartelloni, gare dei posti di blocco davanti alla scuola chiedendo con tono (quasi) minaccioso a ragazzini indifesi: -Ma che, entri?!- saltarsi due ore di greco, evvai la prof mi doveva interrogare, grazie Moratti! E a volte, semplicemente, rimanere a casa a dormire. Non dico che tutti i manifestanti siano allegri scioperanti in vacanza, non lo direi mai, ma è inutile negare che gran parte di chi manifesta ignora contro cosa si manifesta. Cos’è stato risolto dopo le manifestazioni fatte negli scorsi cinque anni? Niente. Cosa sono riusciti a fare gli studenti riuniti dinanzi a Montecitorio (oltre a dimostrare l’eleganza di Madame S.)? Niente, guardiamo in faccia la realtà: la Moratti non se ne importa nulla se la scuola italiana è contro di lei, non se ne importerebbe neanche se la scuola mondiale le fosse contro, perché lei è convinta di averci consultati (non so se ricordate la meravigliosa pubblicità di qualche tempo fa… abbiamo consultato gli studenti… abbiamo consultato gli insegnanti…). Abbiamo manifestato per cinque anni, non è servito a nulla. Ciò che dovevamo dire l’abbiamo detto: questa riforma non la vogliamo e mai la vorremmo. Ma forse è arrivato il momento di fermarci, non di arrenderci, ma di fermarci. Abbiamo fatto ciò che era in nostro potere di fare.

Appuntamento al 10 aprile 2006, il giorno dopo le elezioni politiche.

Di una ragazza che preferisce firmarsi: R.G


Pensare pensando

Io parlo, ma non sempre, però spesso parlo. Il problema è che, parlando, mi rendo sempre più conto di non essere ascoltata poiché parlo troppo e poiché dico troppe cose. Ma per risolvere i problemi bisogna parlare. Ed io parlo. Forse parlo troppo ed è per questo che le mie parole non vengono ascoltate, perché parlo solo io. Ma, se parlo solo io perché le mie parole non vengono ascoltate? Forse perché parlo da sola. Ed io mi chiedo: come faccio a parlare con me stessa se me stessa è la persona che parla a me stessa? Forse perché parlando con me stessa io dico delle cose a me stessa, come se parlassi con qualcuno, ma ciò che dico invece di andare a qualcuno viene da me…(???) Io penso, penso troppo, e a volte non penso proprio. In questo momento sto pensando a cosa pensereste voi lettori leggendo questo articolo. Penso che il 60% penserà che sono pazza, il 15% che ho carenza di sonno, il 20% che sono da ricoverare prima di continuare a scrivere certe cose sul giornalino, il 3% che non guarirò mai ed il 2% che sono una persona normale, chi pensa questo è ancora più pazzo di me. Ora, poiché io sto pensando, ciò che penso non è detto che sia vero. Quindi per sapere se ciò che penso è vero devo sapere ciò che si penso. Penso proprio di aver fatto male a pensare. Mi raccomando, pensate a quel che dite e non dite quel che pensate… anzi non pensate a quel che dite e dite quel che pensate… insomma, non pensate che è meglio…

 

Dilia Chiappitelli 5D

La prof di mate:

 

Prof: Se noi andiamo a destra vuol dire che stiamo andando o verso destra o verso sinistra…

Prof: Il piano è senza spessore, e se non ci fosse il piano noi “ciuf” cadremmo a terra

Prof: Come sappiamo un angolo piatto più un altro angolo piatto fa 390°

Alunno: Ma l’angolo giro non è di 360°

Prof:  e io che ho detto? 390°

Prof: Andate alla “geometria razionale”…

Alunno: a che pag.?

Prof: per educazione la pagina non si chiede mai!

Alunno alla lavagna con la gomma, la prof: Getta la caramella che ti “affochi”, poi noi chiamiamo l’ambulanza, vai all’ospedale, e muori…

Prof spiegando il concetto di congruenza: Due triangoli sono uguali ma diversi, le mani sono congruenti, prendiamo in mano le dita delle nostre mani.

Prof: ma questa classe non segue…

Preside: ma lei cosa pretende… insegna matematica!

Prof: i quattro punti cardinali sono tre: nord e sud…

Prof: anche se porto gli occhiali non vuol dire che sono sorda…


Peke & Snack

 

Il P&S… diciamoci la verità questo piccolo ed affollato locale, in apparenza non ha nulla di speciale, anzi, diciamo pure che la scritta rosa fashion all’entrata non invoglia, n tanto meno lo fanno la faccia da zombie (va beh, molto assonnate con beneficio di inventario!) che a partire dalle 8 meno un quarto affollano il tavolo di plastica e le sedie in finto vimini.

Eppure… quanto ricordi ha ciascuno di voi, che ha varcato almeno una volta la soglia del nostro “baretto” preferito? Una dieta gettala al vento, il primo filone del ginnasio, il/la ragazzo/a sempre gettato/a… e poi, i suoi magnifici panini non vi hanno mai consolato dopo una delusione? E poi Peke, che per chi non lo conosce è il grande proprietario di questo piccolo gioiellino che è il Peke & Snack, altro che Benni con il suo “Bar Sport”!

L’unico uomo la mondo capace di decifrare un mugugno e dedurne l’ordinazione, o capire come sia andata la giornata da un intonazione della voce. E poi, ultima ma non ultima… la macchinetta del caffè! Talmente veloce che si potrebbero inserire i soldi, entrare a scuola, fare 6 ore di lezione, tornare da Peke, e vedere che il caffè sta appena uscendo, ecco spiegato “l’anticipo” con cui alcuni di noi arrivano la mattina a scuola.

Insomma figliuoli, codesto ameno locale situato colà ove Lello nulla puote, è diventato parte integrante nella vita di noi alunni del liceo classico. Mangiatene e bevetene tutti.

C.C.I.C. Link


Scuola abbacchiata

Ore 11:10 (suono campana)

Mary: è suonata!… mi sembra l’iperfutura sta scuola, sta campana c’ha i problemi! Vabbé fammi andà da Vale e Nai!

Nai e Vale: Maaaary! (parlando in cagnesco)

Mary: o raga muoviamoci ad andà al quarto piano a fumà, sennò mo suona!

Vale: Mary vuoi sapè un fatto? Ad informatica filone abbiamo fatto!

Nai e Vale: non sapevamo come fare, per poterci giustificare!

Nai: ed ho inventato una stronzata bella: Vale aveva la cacarella

Vale: Poi mi ha detto “Vai da Lui! Ti tocca! Per leccarlo come una checca!” ma io non ho accettato, contro i miei principi sarei andato.

Mary: o ragà… quello è proprio un cane, picchia e poi chiede “ti ho fatto male?”

Nai: noi cretini per lui siamo ma ora ci ribelliamo, infatti presto succederà che l’autogestione si farà

Vale: ma bando alle volgarità qui vogliamo la parità

Mary: un'altra storia chi ce l’ha?

Nai: ora mi viene ma… è suonata già!

Naila, Mariana, Valentina


Diceva il mio amico poeta, se non vuoi avere problemi, non farteli, se proprio non riesci a non farteli, risolviteli, se proprio non riesci a risolverli, concentra la mente, catalizza le energie, e spara un bel “E CHE CAZZO!”,che è una parolaccia. E dato che il tema è la scuola, e a scuola le parolacce non si dicono, io ora la dico tante volte…

i dieci fatti storici nei quali è stato lecito utilizzare la parola “cazzo”:

di Emiliano Pucciarelli

  1. “E quella che cazzo è?!” (Sindaco di Hiroshima, 1945)
  2. “Da dove cazzo vengono tutti questi indiani?!?” (Generale Custer, 1877)
  3. “Cazzo, non credevo si arrabbiassero così tanto!” (Osama Bin Laden, 2001)
  4. “Cazzo, ti somiglia un casino!” (Picasso, 1923)
  5. “Sta torre col cazzo che casca!” (Babele, 5000 a.c.)
  6. “Come cazzo parli?” (Beatrice a Dante, 1345)
  7. “Santità, lo vuole davvero su quel cazzo di soffitto lassù?!” (Michelangelo, 1566)
  8. “E dai, chi cazzo vuoi che ci scopra?” (Bill Clinton, 1999)
  9. “DUE GOCCE UN CAZZO!” (Noe, 4312 a.c.)

      10.  “Cazzo ho sbagliato!!!” (Italiano tutte le volte fuori dalle urne)

P.s. ricordiamo in oltre che questo numero è stato completamente realizzato dalla nostra (invidiatissima) super nuovissima redazione, che personalmente ringrazio, sperando in futuri ricchi e collaborativi giornalini, il giornalino è di tutti, e da tutti deve essere fatto… grazie a chi ci ha scritto e a chi lo farà in futuro…

P.s. 2: e non dite troppe parolacce!!

 


Argomento del giorno: “La scuola”

 

Per capire cosa devo, dovrei, vorrei, potrei, andrei, camminerei, incartapecorire… scusate mi sono perso nel condizionale (perderei)… insomma per trovare una dannata idea mi sono proposto una dannata e compromettente equazione algebrica. A cosa è uguale la scuola per me?

 

Scuola = voglia di uscire = pensare a tutt’altro = essere distratto = pensare a ciò che potrebbe allettarti di più = divertimento sospirato.

 

Ed è per questo che sto per proporre a tutti voi amici, amanti del bagno, qualche suggerimento sulle frasi da scrivere nei WC del nostro amato Liceo, per passare qualche minuto in allegria in compagnia della bidella sputa fuoco in pantofole, o perché no, dell’irriducibile “Mecc-Donald”.

Così, anche al più depresso ed angosciato scapperà una risata pisciando.

0.      Fai attenzione! Hai in mano il tuo futuro!

1.      Qui si caca con paura, perché manca la serratura

2.      Chi vive sperando muore cacando

3.      La via è lunga la donna manca sul membro scivola la mano stanca

4.      Attenzione. Alla terza scrollata si considera “sega”

5.      Se riesci a leggere qui stai pisciando fuori dal vaso

6.      Io mi scopo tua madre  risp: vai a casa papà sei ubriaco…

7.      Solo i deficienti pisciano per terra risp: gli eroi pisciano sul soffitto

8.      Ho in mano un attrezzo che piace alla tua ragazza risp: la mia ragazza non usa matite

10.  Cerco una donna… lasciare un messaggio risp:  Coglione! La cerchi nel bagno dei maschi!?

11.  Al nord i Nordici, al sud i Sudici risp: e al centro tua madre…

0.      Amatevi gli uni sugli altri risp: ma attenti agli altri sugli uni…

 

E come diceva il saggio: “Meglio un’ora di cesso che un’ora di greco, e se ti senti diverso vieni qua che ti acceco”

 

Luigi ChewingGum  I E 


La Rubrica dello “Studente Furioso”

 

All’interrogazione di latino:

 

Prof: Bene. Chi vuole venire in latino? Luca vuoi venire?

Luca: O King! Non ho fatto  niente per oggi!

King: Ma si… vai! Sempre meglio di niente…

Luca: ok…

Alla cattedra:

Prof: Allora Luca… hai studiato Sallustio?

Luca: e…veramente no perché mi rompevo i ciglioni…

Prof: Capisco… vuoi che ti chieda qualcosa sulla ripetizione?

Luca: Che palle… vabbé se proprio deve…

Prof: Allora parlami delle Catilinarie…

Luca: E che cazzo sono?

Prof: Ma come caro Luca… sono forse l’opera più importante di Cicerone!

Luca: a… vabbé!

Prof: Senti… quasi quasi ti faccio una domanda di Greco: mi sai dire cosa provavo i Greci quando ascoltavano i poemi omerici? Insomma, quali erano le loro emozioni?

Luca: E che cazzo ne so io!? Mica stavo la con loro mentre li ascoltavano!!!

Prof: va bene Luca… vai a posto…

Luca: Posso sapere il voto?

Prof: Pensavo di metterti un bell’8.. ma forse sarebbe più opportuno un 9…

Luca: …bene…grazie…

 

Vi sembra logicamente, nonché realmente possibile una situazione del genere??? Purtroppo le vostre ipotesi sono giuste. La risposta è: …NOOOOOOOOOOO!!! Quindi il nostro triste destino è quello di continuare a studiare… facendo in modo che le nostre gobbe crescano e sporgano sempre di più… finché non ci chiameranno a suonare le campane di Notre Dame!!! Ma cacchio! La vita è una sola… perché dobbiamo sprecarne metà sui libri?                    

 

King

Una Fruttuosa intervista“Perché sei venuto al Liceo Classico?”

- Ah, ma perché questo è il liceo classico!? Cacchio! [Scappa via]

- Mi piace molto la musica classica: sai? Bach, Mozart… [ l’intervistato era convinto che dal I liceo in poi si facessero 5 ore la settimana di “studio musicale classico”]

- Biazzo, io ci insegno al liceo classico, perciò smettila di fare stupide domande e piuttosto rispondi alle mie ogni tanto… [Prof di fisica]

- Maturità significa arrivare a negare l’esistenza dell’amore e del soprafisico… ma, un momento, cosa mi aveva chiesto? [Mr Peace]

- Ei tu! Tornatene in classe che sto pulendo il corridoio, stai sempre in giro, che fai?! Che rompi? Non gridare!  Mica stai fumando? Io chiamo il preside? State sempre a fumare! Non mi interessa se tu non fumi! Questa scuola non è un albergo!!!! [anziana collaboratrice scolastica (in pantofole)]

- Mi ci sono svegliato dentro e non riesco più ad uscire [Emiliano Pucciarelli]-

- Sono qui per una sorta di intima abnegazione [eh?]

- Questa è una storia degli indiani d’America. Un giorno un indiano d’America girando per le montagne trovò un uovo d’aquila, lo prese e tornato al villaggio lo mise a covare insieme alle uova di gallina. Quando si schiusero le uova dei pulcini si chiuse anche l’uovo d’aquila. L’aquila crebbe con le galline mangiando vermi per terra e volando solo sui rami più bassi. Diventata adulta, un giorno vide nel cielo un uccello maestoso con le grandi ali che dominava l’aria, l’aquila-gallina interrogò una sua compagna, questa gli disse che quella era l’aquila reale ma che era inutile guardarla perché loro non sarebbero mai potute diventare come lei. Ma l’aquila-gallina non si convinse e andò su un ramo alto per vedere se poteva volare come quell’uccello maestoso, quando si butto scoprì di avere delle ali meravigliose e scoprì che in realtà lei era un aquila reale e non una gallina. Questo è il motivo per cui sono venuto al classico, per ora non mi convincerò di essere una gallina.

Sacha “l’etologo” Biazzo
 
 
 
QUESTO GIORNALINO E’ SCONSIGLIATO AD UN PUBBLICO MINORENNE
I CONTENUTI DI QUESTI ARTICOLI NON SONO TUTTAVIA RIVOLTI A PERSONE INTELLIGENTI.                             WWW. IL SECONDOSECONDINO.altervista.org